Caduta

I capelli rappresentano lo specchio visibile ed immediato della salute, la spia del benessere totale sia del corpo che dello spirito. Questo stato di salute è perfetto quando il complesso meccanismo che regola gli scambi nutritivi tra il sistema circolatorio e la papilla dermica funziona perfettamente. Quando questo non avviene si ha un rallentamento delle attività proliferative con indebolimento e caduta dei capelli. E’ quindi necessario intervenire per stimolare l’attività del follicolo pilifero migliorando la microcircolazione e fornendo elementi che favoriscano tutte le attività cellulari della fase Anagen, cioè la fase di crescita del capello. E’ opportuno eseguire un Trattamento Anticaduta Fondonatura in modo continuo e costante in modo da svolgere un’efficace azione coadiuvante e preventiva contro la caduta dei capelli.

CAUSE  DELLA  CALVIZIE

Per alopecia si intende l’assenza o la carenza di peli o capelli nelle aree di cute in cui essi sono normalmente presenti.
A parte alcune concause quali stress e cattiva alimentazione, la causa principale della calvizie è da ricercare nel nostro DNA, nella nostra mappa genetica; ecco perché qualcuno è predisposto e qualcun altro no.
La forma di calvizie più diffusa nell'uomo è la calvizie androgenetica.
La forma più aggressiva di questo tipo di calvizie si manifesta intorno ai 18 anni.
Inizia una massiccia caduta di capelli che, ad ogni ciclo, vengono sostituiti da capelli sempre più sottili e meno colorati, dovuti all'atrofizzazione del follicolo che pian piano non riesce più ad esprimere un capello sano e robusto come all'inizio.
Uno studioso di nome Hamilton, che fu uno dei primi studiosi di questo fenomeno, classificò diversi stadi che portano alla calvizie.
Norwood completò gli studi di Hamilton arrivando a classificare ben 12 differenti stadi di calvizie.
Sembra che circa l'88% della popolazione maschile sia colpita durante la propria vita da questo tipo di calvizie.
In questi soggetti determinate aree dello scalpo (sono sempre escluse le aree temporooccipitali) possiedono follicoli ''sensibili'' agli ormoni maschili (androgeni).
L'eziopatogenesi della malattia resta ancora oggi misteriosa.
Gli studi e le ricerche avrebbero, comunque, individuato tre possibili fattori scatenanti:
-  genetico, talvolta con trisomia del cromosoma 21;
-  immunologico, che comporterebbe uno stato di diminuzione delle difese immunitarie oppure una compartecipazione di malattie a sfondo  
autoimmunitario (per esempio tiroidite);
-  psicologico, causato da stress ed eventi traumatici.
La predisposizione è determinata da fattori genetici. Gli ormoni principali dell'uomo, portati nell'organismo dal sangue,
sono prodotti dal sistema endocrino (ipofisi, tiroide, paratiroidi, ghiandole surrenali, ghiandola corticale e midollare,
pancreas insulare, gonadi); essi sono:
- Testosterone
- DHT
- DHEA
- Androstenedione
Una volta che il testosterone entra nella cellula del follicolo, incontra un enzima, denominato 5-alfa reduttasi, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone (DHT) legandosi all'idrogeno. Nella donna, ove la calvizie androgenetica si manifesta intorno ai 35 anni, sembra che l'ormone imputato della caduta dei capelli sia invece il DHEA. Questi ormoni, reagendo con particolari strutture proteiche, i recettori, penetrano nel nucleo interferendo con il DNA della cellula e inibendo il follicolo, portandolo al rimpicciolimento e alla incapacità di esprimere un capello sano, sostituito da uno sempre più piccolo e debole, sino alla completa atrofizzazione e morte. I capelli risultano sempre meno grossi e sempre meno colorati, dando l'impressione che il numero sia diminuito, ma in realtà ciò che cambia è la qualità dei capelli. Il capello in questa fase è detto capello vellus ed è molto simile al capello del neonato: sottile, corto, depigmentato.  L'organismo, come si trovasse di fronte ad un corpo estraneo, mette in atto delle reazioni autoimmunitarie e cerca di eliminarlo; si presentano così prurito, rossore, infiammazioni, situazioni spesso associate alla caduta di capelli.

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